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  1. Introduzione

Introduzione

La famiglia è una istituzione, un gruppo sociale, il luogo delle relazioni, un focolare, un guscio nel quale crescono i figli… La famiglia ha un dizionario ricco di aggettivi e frasi pronte a definirla. Quanti e quali aggettivi, quante e quali frasi, danno una visione corretta della famiglia, non spetta a questo breve lavoro appurarlo. La famiglia è un istituto presente in qualsiasi regione del pianeta, in Europa come in Africa, nell’Oceania come nelle Americhe e in qualsiasi altra parte del mondo. Le famiglie di ogni Continente, hanno le loro specifiche problematiche; in ogni nazione, troveremmo delle originalità non presenti in altri posti. Incontestabilmente ogni luogo geografico ha le sue peculiarità anche in questo ambito; vogliamo però considerare quella parte del mondo da tutti definita Occidente, nella quale sembra possibile rintracciare una certa omogeneità di fondo nelle peculiarità e problematiche della famiglia.

Da più parti si levano grida di aiuto o di giubilo, a seconda di chi eleva la sua voce veniamo a sapere che la famiglia è in crisi, che finalmente la famiglia ha assunto un nuovo volto, che ormai, ed era ora, la famiglia abbandona il teatro della storia. Tutta la società e i suoi innumerevoli settori, vivono una fase di passaggio. Viene ricordato da più parti ma ci accorgiamo noi stessi di vivere un periodo storico davvero speciale. Difficile e speciale. La famiglia è parte della società e gioco forza deve fare i conti con la trasformazione in atto. La famiglia occidentale, strattonata a destra e a sinistra, intendendo politicamente e non, abita la crisi del nostro tempo. Abita una casa scossa da tanti terremoti, eppure, l’edificio resta in piedi. La casa abitata dalla famiglia, quest’ultima, qualche volta costretta a barricarsi dentro, è forte. La famiglia ha chi la protegge e non sarà sconfitta! Permetteteci di aggiungere.

La famiglia ha le sue questioni –anche tanto gravose – da risolvere e noi non vogliamo nasconderlo. Le dispute maggiori paiono condensarsi intorno a essa vista come luogo delle relazioni tra le persone che vi dimorano1. Non intendiamo assolutamente puntare il binocolo nell’ampio panorama che si apre davanti a noi per provare a mettere a fuoco alcuni degli aspetti più spinosi, neanche questi sono obiettivi del nostro umilissimo lavoro.

Indubbiamente le relazioni in famiglia sono al centro, in qualche modo, degli argomenti trattati e che ci appresteremo a leggere tra poche righe. Il nostro viaggio, prenderà il via dalla filosofia della famiglia, con molti aspetti sociologici e psicologici trattati. Un approfondimento specifico, poi, tratterà della filosofia del linguaggio, un approfondimento utile per comprendere al meglio questo lavoro.

Nello specifico, vogliamo trattare della famiglia nella prospettiva della parola. Sì, perché noi crediamo che alla base di molti problemi, cui la famiglia oggi deve far fronte, ci sia proprio la parola. Intendiamo asserire che dove la parola è mancante si segnala una questione familiare da risolvere. Come mai la parola è mancante? Domanda atomica nella struttura, allo stesso tempo, inconsapevole dell’ardua richiesta avanzata. Perché è difficile dare una risposta. Forse neanche si è posto tale domanda, chi si è gettato in questo compito. Tra le righe, forse, sarà possibile scorgere qualche frase che potrebbe aiutare chi fosse alla ricerca di dar soddisfazione a tale domanda.

Ritengo la parola, nella comunicazione familiare, più importante di ogni altro linguaggio, sebbene tutti i linguaggi sono comunicanti: i gesti comunicano, ma possono essere interpretati con errore. In vero ogni linguaggio è soggetto all’errore. La parola, seppure non immune dall’errore, consente una comunicazione più chiara, precisa, sulle reali intenzioni del singolo nel suo agire, verso se stesso e gli altri. Ogni linguaggio può esprimere amore, la parola, esprime l’amore ancor più chiaramente e nettamente. Dire “ti voglio bene”, accompagnato da un caro gesto d’affetto, è palese, assume una forza maggiore.

La parola che precede, accompagna o segue il gesto, rende chiara la comunicazione: “veramente ti sto amando e voglio esprimerlo nel modo più chiaro, cioè, con la parola”.

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Note
  1. M. D’avenia, Presentazione: prospettive per una filosofia della famiglia, Quaderno: famiglia e filosofia, in Acta Philosophica, fasc. I, 13 (2004) p. 5-9. img nota