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1.1.2 - Wiener Kreis

"I circoli di Vienna e di Berlino e il neopositivismo o positivismo logico, in sintesi"

Un certo orientamento empirista, scientista e antimetafisico si sviluppa in Europa nelle città di Berlino e Vienna e prenderà il nome di neopositivismo o positivismo logico. La pretesa è di analizzare il linguaggio scientifico per unificare i risultati delle singole scienze e dissolvere ogni istanza metafisica.

A Vienna si costituisce spontaneamente sotto la direzione del prof. M. Schlick il Wiener Kreis, che dal 1922 al 1938 riunirà filosofi e scienziati e loro studenti interessati a una svolta filosofica in senso scientistico. Il Circolo si costituisce nel 1929 con un programma dal titolo La visione scientifica del mondo e una gnoseologia empirista e positivistica nella linea di pensiero di E. Mach e D. Hume; e una visione logico-linguistica della scienza, come teorizzata nel Tractatus da Wittgenstein1.

  • «La logica, […] dovrebbe essere in grado di chiarificare ogni problema, riducendo qualsiasi asserto ad asserti su dati empirici, e ogni concetto ai concetti elementari che si riferiscono a questi dati. In questo modo l’analisi logica rivolta al linguaggio della scienza, potrà mostrare, con il Tractatus, che tutte le questioni filosofiche sono, […], problemi dovuti alla mancanza di comprensione dell’uso logico del linguaggio»2.

I neopositivisti si concentrano prima di tutto sulla costruzione di un linguaggio empiricamente significante fondato sui dati dell’esperienza. Lo sviluppo parte da una critica di Schlick al Tractatus. Per questi

  • «il linguaggio è un dato che tocca naturalmente la realtà ed è uno pseudoproblema interrogarsi sul rapporto tra i due ambiti»3.

Viene meno la nozione di forma logica che nel Tractatus faceva da collegamento tra fatti e proposizioni e la distinzione tra senso e significato. Quindi il criterio di verifica assume una impostazione differente. Mentre

  • «per Wittgenstein verificare una proposizione significa confrontare la forma logica di un fatto con quella della proposizione stessa, per Schlick significa attuare un processo di accertamento empirico, in se stesso significante»4.

In definitiva una proposizione è verificabile non per la sua struttura interna omogenea alla struttura dei fatti, ma quando possiamo accertare in concreto la sua portata descrittiva ed empirica5.

Con Neurath e Carnap si afferma il fisicalismo, il quale considera il linguaggio non un insieme di segni che rappresentano i fatti, invece, considera il linguaggio come un fatto fisico esso stesso, che ha la stessa natura degli oggetti di cui si occupa la scienza. Carnap, seguendo la tesi di Neurath, si fa sostenitore dell’unicità e intrascendibilità della scienza, quindi presenta l’analisi del linguaggio come una determinazione della sua sintassi e sostituisce, alla verifica, la conferma come criterio di significanza.

Le argomentazioni scientifiche servono a Carnap per sminuire il linguaggio metafisico, accusato di due ordini di errori: di vocabolario,

  • «quando si usano termini in se stessi privi di significato e non riducibili a protocolli di osservazione»6

,di sintassi intesa come sintassi logica.

Per Carnap nel linguaggio non c’è problema di verità o falsità ma solo di convenienza e non convenienza. Il compito della filosofia è di controllare la sintassi e le regole dei linguaggi, queste ultime sono di formazione e riguardano le proposizioni elementari e le regole di trasformazione contenenti i criteri di inferenza logica.

Con l’emigrazione in America di gran parte dei membri del Circolo, si può considerare conclusa l’esperienza del positivismo logico.

1.1.3 - Berliner Kreis

Negli stessi anni del circolo di Vienna si andava formando il Berliner Kreis su iniziativa di Hans Reichenbach. Le idee più significative sono raccolte nel libro di questi La nascita della filosofia scientifica. Per Reichenbach la filosofia moderna con i suoi risultati ha finito per opporre ad una filosofia speculativa una filosofia scientifica, che prende atto della disgregazione del sintetico a priori e ricerca nell’esperienza sensibile l’autentico fondamento della conoscenza. La filosofia scientifica ha una concezione funzionale della conoscenza, intesa come strumento di previsione, basata sull’osservazione sensibile e non sul possesso di verità innate ed assolute. Reichenbach riconosce il rapporto tra conoscenza e realtà in previsioni probabili e l’unica regolarità cui si può aspirare è quella statistica. Il tentativo filosofico del Circolo berlinese è di offrire una formulazione più articolata e flessibile dell’empirismo7.

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Note
  1. R. Martinez, Breve introduzione alla filosofia della scienza, PUSC, Roma, 2005, p. 52. img nota

  2. Martinez, Introduzione filosofia della scienza, 52. img nota

  3. Bonifazi - Alici, Il pensiero del Novecento, 260. img nota

  4. Bonifazi – Alici, Il pensiero del Novecento, 260. img nota

  5. Bonifazi – Alici, Il pensiero del Novecento, 261. img nota

  6. Bonifazi – Alici, Il pensiero del Novecento, 263. img nota

  7. Bonifazi – Alici, Il pensiero del Novecento, 264-265. img nota