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Capitolo 1 - Il linguaggio in famiglia

"Introduzione al linguaggio in famiglia: linguaggio verbale non verbale, rapporto Io-Tu, dialogo e tempi di coppia, lingua e dialetto in famiglia"

Il presente capitolo ci introduce nella fitta foresta del linguaggio in famiglia. Fatto di parole e gesti della coppia, dei genitori nei confronti dei figli e viceversa, del rapporto tra fratelli e sorelle nell'ambito familiare, fino all'età adolescenziale circa.

Un capitolo in cui scoprire le basi del linguaggio verbale e non-verbale tra le mura domestiche. Affronteremo anche l'argomento lingua nazionale e dialetti, perché nelle famiglie italiane il dialetto è parlato. Quindi entreremo nel vivo del rapporto di dialogo Io-Tu in generale e quindi della coppia, per scoprire come nel Cantico dei Cantici dialogano gli "amanti". In fine i tempi del dialogo nella coppia, spesso ristrettissimi a causa del lavoro principalmente.

Quanti hanno letto l'approfondimento sul linguaggio filosofico,, hanno effettuato una veloce e sintetica panoramica sul linguaggio in generale e soprattutto sul suo valore in ordine alla ricerca filosofica. Ora vorremmo entrare nella dimensione familiare mostrando in che senso il discorso sul linguaggio fin qui realizzato è parte anche della famiglia, per considerare, più avanti, aspetti particolari della dimensione familiare legati al linguaggio. Naturalmente essendo la famiglia parte della società, delle volte amplieremo il discorso per riferirci più in generale a quest’ultima: il contesto di vita in cui la famiglia vive, la quotidianità dei suoi atti. Il primo punto trattato intenderà spiegare, in sintesi, come è sociologicamente intesa la famiglia dalla disciplina che prende il nome di Sociologia della famiglia, e quale forma familiare noi terremo presente nel nostro lavoro. Successivamente accenneremo alle forme di linguaggio non verbale e verbale possibili in famiglia, e alla commistione tra la lingua nazionale e l’idioma locale, senza avere la pretesa di essere esaustivi. Il paragrafo concernente la lingua nazionale e il dialetto, ci sembra utile perché si tenga presente che la famiglia non è un gruppo isolato, ma pienamente appartenente all’habitat in cui è calata e che da esso mutua le forme espressive per rapportarsi al suo interno.

Nel voler fissare i limiti del nostro lavoro, l’ambito cui la ricerca vuole muoversi, presenteremo il linguaggio come esperienza di vita, narrazione, amore familiare. Il paragrafo sul linguaggio come esperienza di vita è molto articolato, e presenta argomenti che tra loro sembrano apparentemente slegati. L’organizzazione che abbiamo dato si giustifica come segue. Non potevamo analizzare il rapporto tra i componenti una famiglia senza discorrere sul rapporto Io-Tu, il quale è alla base di ogni relazione interpersonale. La famiglia si fonda primariamente sulla coppia di sposi e per questo abbiamo presentato una forma originale (speriamo sufficientemente riuscita) del rapporto che s’instaura nella diade uomo-donna. Descriveremo il rapporto a partire dal Cantico dei Cantici e ci soffermeremo sul chiamarsi.

Ancora troviamo Heidegger nel nostro viaggio. Noi crediamo utile la sua dissertazione intorno al cammino verso il linguaggio, perché può sostenere il nostro discorso sul linguaggio in famiglia visto come un cammino, anche qui, verso la parola, ma come utile strumento per la piena comprensione dell’altro in quanto persona, in una piena espressione di comunità d’amore così come la famiglia è.

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