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Capitolo 2 - Il linguaggio tra genitori e figli

"Nel secolo delle grandi possibilità comunicative, in famiglia spesso si resta senza la parola. Ognuno confinato nel suo mondo"

Nel secolo delle grandi possibilità comunicative, il linguaggio delle volte non costituisce un ponte di congiunzione. In famiglia si corre ciclicamente il rischio di alzare il proprio ponte di comunicazione. Il pericolo che il dialogo si interrompa è una sfida che ci sprona a tenere alta l’attenzione e chiede d’essere accettata con matura consapevolezza e voglia di spendersi. Certamente costerà fatica tenere viva la comunicazione con gli altri appartenenti della famiglia; il sacrificio avrà come premio un approfondimento dei rapporti che la legano e la rendono una vera «comunità d’amore».1 Chi cessa di spendere le proprie energie per intendersi in famiglia, decide di isolarsi da essa. Non è raro che all’interno di un nucleo familiare gli individui vivono come cellule quasi del tutto indipendenti o come delle monadi.

Sappiamo dalla medicina che un organo per funzionare ha bisogno della partecipazione attiva di tutte le cellule. Queste ultime devono comunicare tra loro scambiandosi informazioni: ciò avviene attraverso uno scambio bio-chimico. In una famiglia similarmente, lo scambio di informazioni avviene primariamente attraverso la parola, e ciò consente la sopravvivenza del nucleo come di ogni singolo. Cosa accade quando una cellula smette di comunicare con le altre? Essa muore. Nella famiglia, le conseguenze di una comunicazione malata portano alla patologia dello spirito trattata nel capitolo precedente.

É necessaria una educazione alla comunicazione attiva, spesso ostacolata da condizionamenti ambientali, dal vissuto dei singoli coniugi e da altri fattori. Posto speciale nella comunicazione familiare va riservato ai mass-media, i quali fortemente condizionano il linguaggio delle odierne società: ne parleremo diffusamente nel prossimo capitolo, dedicato ai mezzi di comunicazione di massa.

Il percorso che seguiremo nelle prossime pagine si prefigge di presentare alcuni dei problemi adolescenziali più rilevanti e attuali, i quali a noi sembrano derivare anche da una carenza di relazioni verbali in famiglia. Seconda tappa dell’itinerario, nelle relazioni tra genitori e figli, sarà la ricerca di un luogo dove il dialogo sia possibile. In fine, faremo conoscere una esperienza concreta di dialogo possibile in famiglia, tra generazioni.

"É necessaria una educazione alla comunicazione attiva"

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Note
  1. «La famiglia è la prima e fondamentale scuola di socialità: in quanto comunità d’amore, essa trova nel dono di sé la legge che la guida e la fa crescere». «Perché la famiglia divenga sempre più una vera comunità d’amore…» Giovanni Paolo II, Familiaris Consortio, Figlie di San Paolo, Milano, 1981, n° 37; 69. img nota