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  1. Conclusione

3. Conclusione

Sguardo agli adolescenti e all'uso di internet e del cellulare

"Un ultimo sguardo dedicato agli adolescenti e l'uso di internet e cellulari, per poi ricordare che la parola va oltre"

In conclusione di paragrafo e di capitolo, in realtà dell’intero lavoro, vorremmo gettare uno sguardo all’universo adolescenziale e all’uso che fanno di internet e del cellulare e andare anche un po’ oltre, per un’ultima riflessione. La sete di legami e di comunicazione degli adolescenti, appare, agli occhi degli adulti, insignificante, quasi un innocuo gioco di bambini che imitano gli adulti. In realtà gli adolescenti si servono di internet e dei suoi canali e del cellulare per comunicare con amici e nuovi amici, utilizzando un linguaggio proprio. Un linguaggio “in codice” che emargina gli adulti incapaci di chinarsi nel loro mondo. In internet il blog e i social network come le chat, sui cellulari l’enorme flusso di messaggi istantanei (instant messaging), formano i canali di comunicazione delle nuove generazioni. Canali visibili da tutti (tutti possono visualizzare un blog in rete) e canali privati (gli sms coinvolgono due persone). Senza dimenticare le chat e i siti “trova amore”, questi due neo-canali di comunicazione interpersonale, hanno una struttura tale da coinvolgere tutto l’insieme dei cibernauti, all’interno del quale anche gli adolescenti si muovono. É una comunicazione virtuale e disincarnata1 quella nella quale sono coinvolti i nostri giovani. Una comunicazione che spesso sfugge agli adulti. E come mai gli adulti non sono molto presenti? I fattori sembrano essere tanti. Le ricerche alle quali ci siamo affidati rilevano un dato di fondo importante, accedono alle nuove tecnologie di comunicazione i più acculturati e i giovani, i quali, questi ultimi, grazie alla loro età sono capaci di apprendere con maggiore facilità il nuovo della società. Gran parte della popolazione adulta italiana sembra scontare un certo ritardo di alfabetizzazione informatica e tecnologica in genere (digital divide), trovandosi di fatto estromessa dai canali di comunicazione forniti dalle tecnologie. Anche il crescente e generale disinteresse degli adulti, i quali confondo il tempo dedicato al lavoro con il tempo libero, rischia di travolgere le relazioni con i familiari e i rapporti con il mondo dei ragazzi. I mass media, al contrario di quanto si pensa, sanno essere degli utili maestri se visti come strumenti al nostro servizio e al servizio del vero bene comune; possono essere degli utili coadiutori dei genitori se questi, senza averne paura, vincendo le diffidenze, impareranno a usarli e istruiranno i figli e altri adulti sul corretto impiego.

Ma la parola è oltre

Il linguaggio non si esaurisce nei media, tant’è che parliamo di linguaggi. E i linguaggi della comunicazione tecnologica non sono gli unici possibili. Il linguaggio precede e va oltre. Così è anche per la parola, la quale può essere espressa dall’uomo a prescindere da ogni strumento. Altri sono i canali attraverso cui la parola può raggiungere il cuore dell’uomo. Pensiamo alla narrazione in famiglia possibile a tutte, e alla celebrazione domestica delle lodi per una famiglia cristiana cattolica.

Per concludere, riprendiamo un discorso già trattato a proposito dei dialoghi intrecciati dagli attori della famiglia a partire dalla televisione. Ci riferiamo al peso (valore) della qualità delle espressioni verbali pronunziate nei dialoghi, rispetto alla quantità. Nel secondo e nel presente capitolo, abbiamo approfondito il parlare in famiglia in base a dati statistici e rilevazioni etnografiche e presentato alcune esperienze reali o possibili. É importante mettere in evidenza la superiorità qualitativa del parlare sulla quantità, perché i legami familiari non si stabiliscono in base alla lunghezza delle conversazioni. Le radici delle relazioni si radicano nel terreno familiare quando il rapporto dialogico guarda ai contenuti, solo se il contenuto di un dialogo è forte sarà giustificabile la sua durata.

La famiglia ha i mezzi, ha i canali per comunicare. Spetta ai suoi membri, in particolar modo alle componenti adulte, saperli ben adoperare e metterli a frutto per il bene della famiglia, e, di riflesso, dell’intera umanità.

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Note
  1. Gillini, Adolescenza: “slegami” in libertà, p. 33. img nota